CRIMINI ALLEATI:una verità scomoda ma da leggere

Un libro scomodo

Il nuovo libro dello storico James Bacque, Crimini e Carità, costituisce il seguito del suo libro, del 1989, Gli altri lager [edito in Italia da Mursia]. Mentre quest’ultimo libro si concentrava sul destino di milioni di soldati tedeschi prigionieri di guerra alla fine della seconda guerra mondiale, più di un milione dei quali venne lasciato deliberatamente morire per mezzo di una combinazione sinergica di malattie, esposizione alle intemperie e fame, il libro successivo si concentra in gran parte sul sinistro destino postbellico di 60 milioni di civili tedeschi. Pubblicato lo scorso Settembre [1993] ‘Crimini e Carità’ è lungo più di 300 pagine. Tra queste sono incluse oltre 30 mappe, foto e illustrazioni; una prefazione dello storico e giurista Alfred de Zayas, e un’introduzione dell’autore; otto capitoli di testo, come pure un indice, una bibliografia, note e appendici.

Secondo Bacque, date le condizioni straordinariamente dure imposte alla Germania dagli Alleati (vale a dire gli inglesi, i francesi, i sovietici e gli americani), dopo la fine delle ostilità morì un numero di tedeschi compreso tra un minimo di nove milioni e trecentomila e un massimo di tredici milioni e settecentomila vittime. Egli scrive:
«Questo numero è molto superiore a quello dei tedeschi che morirono durante la guerra in battaglia, a causa dei raid aerei e nei campi di concentramento. Milioni di queste persone morirono lentamente di fame davanti agli occhi dei vincitori ogni giorno per anni».
E aggiunge:
«questi morti non sono mai stati onestamente nominati né dagli Alleati né dal governo tedesco».
È a questa disonestà, che è fatta di silenzio, di indifferenza, di ostilità antitedesca e di brutta storiografia, che Bacque intende porre rimedio con il presente volume.

Un certo numero di motivi ricorrenti si intersecano nella trama centrale del libro. C’è naturalmente la denuncia dell’imperturbabile inumanità dei leader Alleati: Roosevelt, Churchill, Stalin e De Gaulle. Ma è il Segretario di Stato americano Henry Morgenthau Jr, che emerge come il malvagio per eccellenza, quello che rompe l’uovo del serpente: il maligno, vendicativo Piano Morgenthau per la pastoralizzazione del popolo tedesco (che prevedeva la totale deindustrializzazione di quella nazione).

Ideato, “cancellato”, infine attuato [in parte] attraverso la direttiva punitiva JCS/1067, il Piano Morgenthau ebbe un impatto devastante sull’economia tedesca e, per estensione, sulla fragile economia europea. A causa di ciò, la ricostruzione postbellica in Germania venne rinviata fino alla fine del 1948; una data in cui milioni di tedeschi erano già morti. In totale contrasto con questi fatti, l’eroe del libro – e a cui il libro è dedicato – è Herbert Hoover.

Fu Hoover che, nello spirito della carità cristiana e fedele alle sue radici quacchere, condusse un programma mondiale di rifornimento cibo durante il periodo postbellico; salvando, secondo Bacque, probabilmente almeno 800 milioni di persone; un campione in un libro di storia pieno di statistiche tanto spaventose. Hoover fece anche pressioni per un programma di rifornimento cibo che alleviasse le condizioni disperate all’interno della Germania, un programma che, insieme al Piano Marshall, aiutò a porre un termine all’incubo del Piano Morgenthau e a salvare letteralmente milioni di vite da una morte lenta e dolorosa.

Bacque pone anche in una luce impietosa i media occidentali, dal New York Times in giù, per aver nascosto o interamente negato la responsabilità degli Alleati in numerose atrocità; il loro tradimento della resistenza tedesca anti-hitleriana, dei cosacchi anti-sovietici e dei polacchi [anti-comunisti]; e le crudeltà odiose che essi, in quanto vincitori, inflissero alle deboli, inermi ma intrepide donne tedesche che cercavano di aiutare i loro mariti malati e affamati internati nei campi per prigionieri di guerra.

La determinazione di Bacque nel mettere in evidenza alcune verità lungamente nascoste e neglette riguardanti gli Alleati e le loro azioni spesso ingloriose durante e dopo la seconda guerra mondiale, verità sicure come il giorno che segue la notte, ha suscitato il risentimento dei mitografi che hanno propinato il mito dell’eroismo e del decoro degli Alleati – e quello della esclusiva malvagità tedesca – durante il mezzo secolo appena trascorso.

Ricordando la burrasca seguita alla pubblicazione de Gli altri lager lo storico James Bacque si aspetta similmente un’altra bufera per Crimini e Carità. In Canada, nella pagina delle lettere del Toronto Globe and Mail, il dibattito è già iniziato, e segni di ostilità, se non di cattiveria, sono già evidenti. Ma quello che è incoraggiante è che Bacque si aspetta anche che la verità su questa tragica pagina della storia tedesca sarà finalmente fatta conoscere.
(Crimini e carità: un olocausto segreto ora rivelato
di Eric Blair – 16/01/2008 – da Arianna editrice)

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